PRESENTA


De Cul In Aria Vallemmana

Il De Cul In Aria Vallemmna Ŕ un trattato di cucina tradizionale e sperimentale scritto da un monaco, Frate Alonzo, tra il 1650 e il 1681. Frate Alonzo, al secolo Giuseppe Andrea Conti dei Rivieni della Villa Alta, nasce a Francavilla Bisio figlio bastardo del conte Poppi Fellazio Giriodi di Monastero Bisio Campo Rosso e Buffalora. Viene di conseguenza abbandonato sulle scale del convento dei frati eremiti dei Bianchini che lo accolgono e lo ordinano sacerdote all'etÓ di soli 0,5 anni (sei mesi scarsi di vita) in conseguenza dei suoi illustri sia pure non nominabili natali, all'etÓ di sei anni Ŕ priore del convento, a otto anni Ŕ vescovo di Capriata, a dieci cardinale. All'etÓ di dodici anni, in seguitro ad uno scandalo mai chiarito che vede coinvolta una capra, una giovane capriatese e un mazzo di asparagi, viene retrocesso a sotto-aiuto-cuciniere del convento. Ci˛ che per chiunque sarebbe stata una disgarazia Ŕ per Alonzo una vera fortuna che gli peremette di esprimere la sua vera natura di cuoco eccelso e raffinato oltrechŔ dotto raccoglitore dell'infinita cultura culinaria Vallemmana. Egli nel corso di trenta anni scrive quello che per ogni vallemana e vallemano Ŕ l' equivalente dell'Artusi: Il De CulInAria Vallemma. Il libello ha fortuna immensa e viene ristampato ben quindici volte nel corso del 1700, un successo secondo solo all'elenco del telefono. Ad ogni ristampa il libello contiene, fino ai giorni nostri, aggiunte talvolta anonime e talvolta no, fino a farne un'opera colletanea.


 

CAPITOLO 1

CAPITOLO 1

 

CAPITOLO 2

CAPITOLO 2

 

 

CAPITOLO 3

CAPITOLO 3

 

 

CAPITOLO 4

CAPITOLO 4

 

 

CAPITOLO 5

CAPITOLO 5

 

 

CAPITOLO 6

CAPITOLO 6

 

 

CAPITOLO 7

CAPITOLO 7

 

 

CAPITOLO 8

CAPITOLO 8

 

 

CAPITOLO 9

CAPITOLO 9

 

 

CAPITOLO 10

CAPITOLO 10

 

 

CAPITOLO 11

CAPITOLO 11

 

 

APPENDICE 1

APPENDICE 1

 

PIDIEFFE

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