Capitolo 2

La carne dell'Uomo Vacca

Piatto tipico del cavriatese e più ancora del Bianchini milanese, è uno dei più interessanti esempi di cucina ardiscauntica. In realtà si ha notizia di una sola sua realizzazione e digestione da parte di un abitante dei Bianchini che da quella degustazione vive, si veste e si crede un Troll. Tuttavia, poichè riportato in alcuni ricettari famosi (1) ne trascriviamo la ricetta ritenuta più digeribile.

Ricetta: Prendete un paio di fettine di carne di taglio assai umile (sotto-contro-suola-haivistomai-di-filetto), unitele a mò di panino ad un culo di prosciutto cotto assai grasso che avrete lasciato in frigo scoperto per almeno due settimane. Preparate a parte un'impanatura con due uova e abbondante pane raffermo grattato. Impanate la carne e il prosciutto come se doveste cementare la tomba del vostro parente più stronzo. Mettete a soffriggere abbondante olio di semi (Semivari, Girasole o Soia, giammai Oliva o Mais) e quando i vicini stanno per chiamare i pompieri mettete a soffriggere la carne e il prosciutto impanati insieme. Girate a piacere avendo cura di indossare una maschera da saldatore e a cottura assai avanzata (ma prima della carbonatura) aggiungete un uovo a rosolare sulla superficie superiore ricoperto a sua volta da un paio di sottilette di Speriamosiaformaggio della Skaraft. Essendo un piatto ad alto contenuto calorico lo si sconsiglia d'estate. Si gusta preferibilmente con Tavernello Rosso o altro vino in confezione di cartone purchè non derivato da uve. Consigliato anche Idraulico Liquido e/o Niagara.

Lo ritroviamo in "Gnam gnam! Gnurp gnurp!" di Anonimo Bosiese, ed. Suor Germana Mondadori, Costa di Bosio 1825 e in "Autobiografia di un Troll" di D. B., ed. La Merdiana, Bianchini di Capriata 1961. Solo per citare i più noti.

 

 

 

 

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