Capitolo 10

Le ricette dei Ladri di Frutta

Apriremo ora una finestra su una delle confraternite CulInAriae più misteriose e attive della Valle, quella dei Ladri di Frutta (1). I Ladri di Frutta sono presenti nella valle almeno dal 1026, anno in cui la Curia Gaviese, in accordo con il Principe Cinzia Enea Andrea del Forte, scomunica la setta e proclama una crociata contro di essa. I Ladri di Frutta allora si costituiscono in Canfraternita Segreta e si danno un codice di comportamento ed uno statuto. Il vero Ladro di Frutta si distingue dal mero abboffatore occasionale per la discrezione e l'invisibilità, egli predilige le ore più calde della torrida estate o quelle intorno al tramonto, quando il contadino riposa le membra lontano dalla vigna o dal frutteto. Allora egli si dedica alla varia degustazione con somma discrezione tanto che il suo passaggio si può discernere sulla pianta solo con un occhio allenatissimo. Egli sa moderarsi e di fronte ad un albero carico di prugne della California o di ciliegie Scorreggiotte evita di superare i limiti che renderebbero sul suo fisico evidenti i segni del suo misfatto. Tanta discrezione va in frantumi solo nelle rarissime occasioni in cui è scoperto, nel qual caso, prima nega financo l'evidenza, poi ritorce le accuse e infine si vendica. La sua vendetta può essere di vario tipo, dalla più antica immerdatura della porta di casa fino alla troncatura dell'arbusto mediante escavatrice caterpillar passando per la totale estinzione del raccolto mediante abboffata con gli amici e confratelli. L'unico periodo in cui Il Ladro Di Frutta Vallemmano si concede qualche stravizio è la stagione di maturazione dell'Uva, periodo nel quale egli praticamente non si nutre d'altro arrivando a consumarne fino a dodici chili al giorno con conseguenze nefaste per il suo fisico tra cui la temibile "Defecatio Explosiva Putrens", vera malattia professionale del Ladro di Frutta. Tuttavia il LDF, placata la fame con la trafugazione, ha l'occasione di sbizzarrirsi in una tradizione culinaria segretissima fatta di gusti inusuali e accoppiamenti di ingredienti arditi frutto delle sue lunghe peregrinazioni fra boschi, prati e fossi.

Ricetta:Il Mais: Il Ladro di Frutta è legato all'andamento della maturazione dei vari tipi di frutta, egli è come un nomade che segue l'andamento della natura ed anche le sue incertezze (nel 1422 una malattia delle ciliegie provocò il suicidio di ben 25 Ladri). Tra le poche certezze che non lo abbandonano mai c'è il Mais, che, per la sua rapidità di crescita e la sua notevole versatilità è sempre a disposizione del vero L.D.F. Egli ne segue passo passo la maturazione e già all'apparire dei primi timidi ciuffi di peli presaghi del feto della pannocchia che contengono, egli è all'opra. Egli prudente si addentra nel folto della coltivazione (giammaj egli depreda le prime file insospettendo così il contadino) e ghermisce le pannocchiette ancora, per dirsi, in fasce. Le consuma sul loco se preso dalla fame oppure, arrivato a casa, le taglierà a fette grossolane condendole con olio d'oliva (o di Mais), sale e un poco d'aceto o di limone, accompagnadole con un dito di Gavi ben freddo o un aperitivo Romanetti. Quando queste avranno il torsolo non più tenero egli si asterrà dal portarle a casa ma potrà sbocconcellarne i semi ancora verdi con un poco di salsa coktail. A maturazione avvenuta ecco che la pannocchia rosolerà acconciamente su griglie e bistecchiere, con pennellate sagge di olio sparso con rammetti di rosmarino, sale o salsa di soia e talcvolta Ketchup, sposando finalmente un rosso di acconcio carattere (un Dolcetto o meglio un Nebbiolo trafugato dalle contine del cognato). Seganliamo per dovere di cronaca un ricettario di guerra e carestia che consigliava condire la pannocchia prima dell'abbrustolitura con l'orina.

I Fiori : Il Ladro Di Frutta è l'unico primate a nutrirsi talvolta di fiori. I suoi preferiti sono il Tarassaco, la robinia (o Acacia) (2), la Rosa. Il Tarassaco, comunemente detto girasole di prato, è assai gustato nella cucina del Nord Italia: colto in tenera età è venduto a prezzi clamorosi nei principali mercati primaverili e di inzio estate, ma il LDF sa aspettarne lo sviluppo e quando ne vedrà i fiori gialli indorare i prati si metterà all'opera. I fiori di Tarassaco sono eccellenti in frittata, finemente triti e amalgamati da ova e poco pepe (si accompagna una birra robusta). I fiori di Acacia, grappoli dall'intenso profumo e dal sapore dolcissimo, avranno la loro morte fritti nella pastella del LDF (Farina bianca, Birra scura e densa, pepe, sale, frullare fino ad ottenere la densità voluta) insieme a foglie grosse di Basilico del Vicino, Salvia della Vecchietta all'Angolo e erba di San Pietro. La Rosa, colta quando sporge dai giardini del vicinato, sarà condita in insalata, eccellendo in compagnia di Insalata Treuisana e di Cicoria amara. Non di rado egli combina tutti gli ingredienti in insalate clamorose di cui la composizione sarà: Un pugno di fiori di Tarassaco, tre grappoli di fiori di Robinia, Due Rose (una rossa e una bianca), facoltativamente pochi pezzetti di erba acidula dei prati (detta a Francavilla Barbabecco), condire con abbondante olio di oliva extra vergine, sale, se si vuole salsa coktail. Se si aggiunge anche la pannocchia tenera non esitare ad aprire una scatoletta di tonno.

Erbacce : Il vero LDF conosce e apprezza ogni singola erbaccia che infesta i prati, gli orli dei fossi, i muri. Egli è lo scopritore del Cappero Vallemmano, di cui conosce l'ubicazione e ne detiene il segreto. Egli sa cucinare almeno in 12 modi diversi l'ortica (abbondante nella minestra, sapientemente dosata nel risotto, a farcire una frittata, solo per citare i più noti) appena scottata in acqua bollente. Ma egli sorprende nella preaprazione di piante a tutti note ma non in cucina, come il Farinaccio, eccellente succedaneo degli spinaci, o il Buon Enrico, la Bardana (eccelente in radice), il cipollotto di prato, l'Artemisia (nella sua variante detta Absentium).

L'insalata di frutta : una titpica preversione del LDF è fare le insalate con la frutta che coglie al di fuori della legge, la più titpica è la seguente: prendete due pere e tagliatele a dadi, sminuzzate due o tre gambi di sedano e uniteli amalgamandoli alle pere con abbondante maionese, se si può con qualche noce e con tocchi di formaggio caprino.

Non si può dire cosa egli accoppi come bevere ad ogni piatto, per i fiori si consiglia birra densa e di carattere assai spiccato (la 8,6 della LIDL), per le frittate un rosso di sapore intenso, per le erbacce un vino amaro e speziato. I piatti del LDF, per il oro carattere assai ardito e i gusti assai originali, si gustano in orgogliosa, serena, solitudine.

1) Le notizie riportate con così grande dovizia hanno fatto insorgere in più di un critico il sospetto che Frate Alonzo fosse affiliato alla detta setta, i sospetti non si sono mai placati del tutto anche se in punto di morte Alonzo dichiarò di aver ricevuto il ricettario della setta in confessione da un ladro di Frutta pentito.

L'acacia è l'albero per eccellenza della Vallemme, le cui fìronde intrecciate compiaiono nello stemma del Circolo Culturale Minollo Rampante.

 

 

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